Dopo la prestazione sotto tono in terra elvetica che era costata la quarta sconfitta su sette match disputati, i Seamen perdono la bussola anche in Ungheria, sconfitti 27 a 17 dai Fehervar Enthroners in quella che può essere considerata come la performance stagionale più deludente in assoluto. 

In particolare i primi due quarti di gioco, dopo il vantaggio iniziale siglato dal piede di Matteo Felli, sono stati un succedersi di drive improduttivi e di cali di tensione anche a livello difensivo che sono costati 20 punti, 7 dei quali subiti a pochi secondi dall’half time, quando, dopo un intercetto, la difesa blue navy, di solito una garanzia a livello di solidità, ha subito in soli 11 secondi un touchdown pesantissimo per l’economia della gara. 

Senza sbocchi offensivi, fatta eccezione per qualche estemporaneo big play e con Zach Bronkhorst costantemente braccato a causa dell’evidente difficoltà della propria linea, i Seamen non riuscivano più a risalire la china trovando solo la soddisfazione di un touchdown di Niccolò Pulsinelli e un omaggio dello special team dei padroni di casa che con un fumble, successivo a un punt, permetteva a Edoardo Gallo, lesto a impossessarsi per ultimo dell’ovale, di realizzare una meta insperata. 

Il finale non offriva tuttavia alcun acuto con il solito refrain fatto di sack messi a segno da Fehervar e dell’incapacità di ottenere un gioco produttivo. Messe in archivio due cocenti sconfitte, la squadra di Jim Ward ha ora il dovere di onorare le ultime quattro partite, tre delle quali contro avversari sulla carta superiori, per evitare altre delusioni. La notizia del giorno è l’ingaggio di Eystin Salum, poliedrico quarterback americano che ben conosce, avendo lavorato alle sue dipendenze ai Frogs Legnano, il play book di Tony Addona. È lui il prescelto per portare una svolta positiva nei meccanismi offensivi milanesi.

 

Photo Petra Kutasi